CORALIT e SABE
Inverno 1944-45, un'Italia lacerata, linee di comunicazione nel nord Italia interrotte, sconvolte dai bombardamenti, ferrovie che funzionavano e non funzionavano, bande fasciste, gruppi di partigiani, esercito americano, esercito fedele al re e ... le poste: le poste che non erano in grado di garantire l'inoltro della corrispondenza per le città maggiori.
Alcuni imprenditori pensano di organizzare un servizio di inoltro della corrispondenza "in corso particolare".
Al di là di iniziative private, come quella della Banca Commerciale Italiana limitata alla propria corrispondenza, si costituirono due società per l'inoltro della corrispondenza: prima la Coralit (CORrieri ALta ITalia), poi la S.A.B.E. (Società Anonima Barbera Editore).
La Coralit fu autorizzata con dispaccio n. 402448/B del 26 febbraio 1945 della Direzione Generale del Ministero delle Comunicazioni ad effettuare il recapito della corrispondenza a mezzo di "corrieri ciclisti" unendo le città di Bergamo, Brescia, Ferrara, Milano, Novara, Rovigo, Torino, Trieste, Vercelli e altre località scaglionate lungo i tragitti, che però non sempre potevano essere effettuati con continuità o essere totalmente percorsi.
L'utente pagava alla Coralit 14 lire, che comprendevano il primo porto della lettera, il trasporto a mezzo ciclista fino alla città con un ufficio Coralit e il porto della raccomandazione per la consegna della lettera a mezzo servizio postale.
La Coralit portava all'ufficio postale di partenza la lettera semplice, la faceva annullare, completava il dispaccio secondo le regole delle autorità tedesche, o della RSI, o degli alleati, e trasportava il tutto a destinazione. A destinazione affrancava per la raccomandazione e consegnava all'ufficio postale per la distribuzione.
In base a questa autorizzazione, la Coralit aveva predisposto due vignette da 14 e 28 lire (la secondo in realtà non risulata che sia stata mai usata). Quando venne il 25 aprile il servizio fu sospeso e dopo la Liberazione la Coralit dovette ottenere una nuova concessione dai nuovi "padroni", cioè dal Governo Militare alleato (autorizzazione della Direzione provinciale di Venezia del 21 maggio 1945). Di conseguenza il servizio restò sospeso per poco meno di un mese (dal 26/27 aprile a metà maggio circa). A seguito della nuova autorizzazione furono predisposte le due serie successive (l'ultima con il ciclista che pedala sulla Pianura Padana), sempre sulla base di 14 lire o suoi multipli.
Tuttavia la ripresa del servizio non diede i risultati economici sperati ed a fine giugno la Coralit chiuse i battenti.
Vorrei ricordare (anche per mettere sull'avviso gli amici collezionisti che non lo sapessero) che cessata l'attività quelle etichette, che prima avevano valore perché servivano per espletare un servizio, adesso avevano il solo valore della carta e della stampa.
La scorta di quelle vignette venne venduta a dei commercianti. Questi non ottennero solo le etichette, ma anche i bolli a data utilizzati dalla Coralit. Era così possibile decorare corrispondenza diretta a clienti ed amici con queste etichette annullate con timbri Coralit, che però non viaggiava più in bicicletta, ma veniva consegnata alle poste normalmente affrancata. Questo era sufficiente per il servizio pubblico; le etichette della Coralit a questo punto erano delle etichette come tante altre che non interferivano nel servizio postale.
E poi lascio alla vostra immaginazione cosa anche poteva essere fatto avendo in mano le vignette ed i timbri...
La S.A.B.E. di Firenze invece ricevette la concessione il 7 agosto 1945 dal Ministero delle Comunicazioni ad effettuare con propri mezzi il trasporto di effetti postali tra Firenze e la Venezia Giulia. Successivamente (21 agosto) fu imposto l'obbligo di affrancare i pezzi postali secondo le tariffe in vigore, ma non mi risulta venisse usata la bicicletta.
Andrea Bizio Gradenigo
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