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In assenza di spiccioli in passato il francobollo è stato usato non postalmente, ma con funzione monetaria.
Ma non pensiate che la cosa sia recente: in Russia nel 1915 durante la prima guerra mondiale la situazione economica
era disastrosa e le casse dello zar erano vuote. Come rimedio alla mancanza di denaro si ricorse ai francobolli.
Così al posto delle monete d'argento venne emessa una serie di tre francobolli (da 10, 15 e 20 copechi) recanti sul retro
la dicitura in caratteri cirillici "ha il medesimo corso della moneta d'argento".
L'esito dell'emissione fu più che soddisfacente, tanto è vero che tre anni dopo furono emessi altri francobolli
ad uso monetario con la dicitura sempre in caratteri cirillici "ha il medesimo corso della moneta di rame".
Questi francobolli furono comunque utilizzati anche per l'affrancatura postale e per meglio assolvere la loro funzione di denaro furono stampati su carta molto spessa e senza gomma.

In Italia i primi ad essere usati nel lontano 1919 furono il 5 cent verde ed il 10 cent rosa tipo Leoni, più alcuni esemplari del Michetti (se non sbagliamo il 20 cent arancio ed il 25 cent azzurro).
Venivano inseriti in contenitori rotondi di alluminio (o plastica) costruiti dalla ditta Solari di Milano.
Sul contenitore vi era impressa la pubblicità di alcune ditte di cioccolato, Talmone o Stellone; ditte di moda, Casa della Moda o Impermeabili English Fashion, di liquore, Solari o Trinchieri Vermouth; bancari, Credito Biellese o Credito Mercantile Italiano o Banca dell'Italia Meridionale o Banca Agricola Italiana; altre ditte come la Pirelli e la Singer.

Furono di nuovo usati nel 1944 utilizzando i francobolli dell'Imperiale da 5 cent, da 10 cent e da 20 cent.
Questa volta l'alluminio (il metallo scarseggiava) venne sostituito dal cartone, mentre si continuarono a fare quelli in plastica.
Solita pubblicità in rilievo pagata dal Credito Varesino o dall'Invernizzi o da Caudano od anche senza pubblicità preparati per l'Azienda Tramviaria di Bologna.
Anche nel periodo della R.S.I., per supplire alla mancanza di moneta spicciola, vennero utilizzati francobolli montati su un supporto cartaceo pubblicitario. La foto sotto mostra un 25 c. della prima serie Monumenti distrutti con la pubblicità del MOM Candioli. Con questo tipo di supporto pubblicitario è conosciuto anche il 30c. soprastampato con fascio rosso.
Dopo l'8 Settembre 1943 si tentò di rilanciare la fratellanza d' armi Italo-Tedesca in tutti i modi possibili, compreso il settore dei francobolli-moneta. Ne è una testimonianza il non comune mezzo di pagamento sotto raffigurato, decisamente propagandistico.
Li ritroviamo ancora nel 1947, sempre con astucci in cartoncino e plastica, ma con i bordi in metallo ed all'interno un francobollo da 2 lire della democratica.
Si conosce con la pubblicità del cognac Sarti.
Ancora nel 1965, ma questa volta in bustine trasparenti con la pubblicità stampata sopra della Banca Popolare di Modena, contenente un francobollo da 500 lire della Michelangiolesca.
Sempre in bustine trasparenti riappaiono negli anni 70 per sopperire all'assenza di spiccioli. Predisposti da Istituti di credito, dai tabaccai e dalle società autostradali.
[ Recente uso come resto in assenza di moneta ]
I valori di catalogo non sono altisonanti, si va dai 10 euro per alcuni del 1919 e le bustine del 1965 ai 70 euro di altri.
[ Hanno collaborato alla redazione di questa pagina: Pino Cirneco, Italo Pagotto e Maurizio Misinato. Un grazie a Giorgio Bifani. ]
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