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CAPITOLO 12
GLI ANNULLAMENTI
I primi bolli ambulanti apparsi in Italia erano del classico tipo sardo a doppio cerchio. Di questo tipo furono i bolli degli ambulanti istituiti fino circa al 1875. Le dimensioni di questi bolli non sono costanti, a causa della differente lunghezza delle scritte e quindi si possono distinguere un "doppio cerchio grande" ed un "doppio cerchio piccolo".
Il carattere impiegato è il tipico maiuscolo con "grazie" dei bolli sardi.
[ Retro di una lettera da Genova per Modena del 20 maggio 1862 su cui sono apposti i timbri di transito degli ambulanti Torino-Genova (doppio cerchio grande) ed Alessandria-Bologna (doppio cerchio piccolo). La vicinanza dei due timbri rende evidente la differenza nelle loro dimensioni. ]
Di fattura diversa dal doppio cerchio sardo si ebbero gli annulli di tipo "toscano" degli ambulanti Firenze-Livorno e Firenze-Massa e quelli di tipo napoletano luogotenenziale dell'Isoletta-Napoli.
[ Bustina diretta a Livorno con il bollo dell'ambulante Firenze-Livorno N° 1 in data 17 maggio 1863. ]
[ Bollo dell'ambulante Isoletta-Napoli al retro di una lettera da Roma per Napoli del 15 novembre 1863. ]
Le diciture degli annulli sono piuttosto varie: nella maggior parte dei casi riportano i nomi delle due località poste agli estremi della linea, con o senza la dicitura "ambulante", "amb." o simile, anche nella forma "da… a…". Spesso il nome dell'ambulante è seguito da un numero che indica il numero della corsa, nel caso su una stessa linea fosse previsto più di un ambulante giornaliero.
A volte, invece dell'indicazione del percorso vi è il nome della linea, come è il caso della "Linea Vittorio Emanuele" e della "Linea Vittorio Emanuele - Sezione Ticino", dal nome della società che gestiva il servizio su queste linee. Con "Linea di Genova" si indicava (intorno al 1860) la linea tra Torino e Genova. In questi bolli, per eccezione, il numero non indica la corsa ma la direzione di percorrenza, ascendente o discendente.
Dal 1° maggio 1866 vennero introdotti gli annulli numerali ed anche gli ambulanti, al pari degli altri uffici, ebbero assegnato ciascuno il proprio numero. Inizialmente i numeri assegnati agli uffici ambulanti ferroviari furono quelli che andavano dal 192 al 225. Successivamente, per quelli di nuova istituzione, furono assegnati anche altri numeri: 2569/76, 3144/59, 3252/53, 3390/91, 3440/41, 3509/10, 3599/3602, 3616/17, 3730/37, 4110/13, 4229/30 e 4301/2.
[ Lettera impostata il 21 settembre 1868 presso l'ufficio di Milano Stazione che però vi applicò soltanto il suo datario nominativo, tralasciando di obliterare il francobollo. Lo stesso fu quindi annullato successivamente a bordo dell'ambulante Milano-Desenzano che vi appose il suo numerale a punti n. 210. ]
A partire dalla seconda metà del 1877 i numerali a punti furono sostituiti da quelli a sbarre, che avrebbero dovuto garantire un più sicuro annullamento
[ Numerale a sbarre n. 220 dell'ambulante Foggia-Bologna su lettera del 20 luglio 1887. ]
Nello stesso periodo in cui gli annulli a punti venivano sostituiti da quelli a sbarre (2a metà degli anni '70) fu introdotto un nuovo tipo di bollo a data, ad un solo cerchio. La realizzazione di questi bolli fu affidata all'opera del famoso incisore Lodovico Josz, che avrebbe mantenuto l'appalto per questi lavori fino al 1891.
[ Bollo ad un cerchio dell'ambulante Roma-Ancona su bustina ad Alessandria del 30 dicembre 1887. Osservare, come curiosità, l'indicazione del mese rovesciata nel datario. ]
Nel 1890, quasi al termine del suo mandato, lo Josz cominciò a produrre un nuovo tipo di bollo che era in pratica una sintesi dei due bolli impiegati fino a quel momento: il cerchio singolo e l'annullo a sbarre. Nacquero così i cosiddetti bolli "tondo-riquadrati". Per gli uffici ambulanti l'introduzione di questo tipo di bollo avvenne in ritardo rispetto agli altri uffici, tanto che non è affatto facile trovare bolli ambulanti di questo tipo con date anteriori al 1900.
[ Da Milano a Zurigo, 28 gennaio 1899, con annullo tondo-riquadrato dell'ambulante Milano-Chiasso. ]
I bolli dei messaggeri collettori erano inizialmente di forma quadrata, divisi in tre sezioni separate tra loro da due linee orizzontali. La sezione centrale era fissa e riportava la dicitura "MESSAGGERE COLLETTORE" mentre le due sezioni in alto e in basso erano mobili e riportavano, rispettivamente, la località e la data con l'indicazione del treno e dell'ora.
[ Lettera diretta a Milano, raccolta dal messaggere collettore presso la stazione di Vignate il 21 maggio 1889. ]
Dopo il 1891 i bolli quadrati vennero sostituiti da altri più semplici e pratici. Per distinguere i bolli dei messaggeri da quelli degli ambulanti si adottarono due distinzioni: la più evidente riguardò la tipologia di bollo che per i messaggeri fu del tipo a doppio cerchio con lunette rigate; la seconda riguardò le diciture che, da questo momento, per gli annulli ambulanti comprendevano sempre la parola (variamente abbreviata) "AMBULANTE" mentre normalmente gli annulli dei messaggeri recavano soltanto l'indicazione della linea.
[ Messaggere Arsiero-Schio, 8 agosto 1895. ]
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