INTRODUZIONE
La storia postale non è fatta solo di bolli e tariffe, ma anche delle grandi innovazioni che hanno cambiato il panorama dei trasporti e delle comunicazioni ed il treno fu senz'altro una di queste.
L'evoluzione delle ferrovie riflette spesso la vita e gli sviluppi di una nazione e questo vale, di conseguenza, anche per gli annulli degli uffici ambulanti: prima dello sviluppo aeronautico e automobilistico, infatti, la ferrovia rappresentava la forma di trasporto più celere e perciò non sorprende trovare uno stretto legame tra ferrovia e posta. L'istituzione di uffici postali montati su vagoni postali seguì di non molti anni la costruzione delle prime linee e, fin dall'inizio, i regolamenti postali stabilirono che tutta la corrispondenza smistata dagli ambulanti dovesse recare l'impronta di speciali bolli a date.
Ma cos'erano e come funzionavano questi uffici?
L'allora Direttore delle Poste Barbavara scriveva nella sua "Relazione sul servizio postale in Italia - 1863": "Prima che fosse importata presso di noi l'innovazione degli uffici ambulanti, le lettere spedite da un ufficio all'altro dovevano consumare una più o meno lunga giacenza in uffici detti "di transito"…Cogli uffici ambulanti questo inconveniente scompare, perché gli impiegati che vi sono addetti ricevono in un solo plico tutte le lettere degli uffici situati ai punti estremi e lungo la linea della ferrovia da essi percorsa, le separano, le pesano, le tassano mentre l'ufficio è tratto dalla locomotiva, finché giunti alla stazione più vicina al luogo di destinazione, ne fanno la consegna".
Gli uffici ambulanti, in pratica, erano dei veri e propri uffici postali che, per la maggior parte, si trovavano a bordo dei treni (ne esistevano anche di lacuali e di marittimi, a bordo di navi). Essi erano dotati dei servizi di tutti gli altri uffici postali, svolti da personale che viaggiava all'interno del vagone postale. Durante il viaggio gli impiegati raccoglievano nelle stazioni di transito le lettere, deposte in apposite cassette oppure consegnate a mano, le timbravano, le tassavano se necessario, poi le smistavano tra le varie località di destinazione.
Continuava il Barbavara: "L'Amministrazione, la quale ben sa che la celerità è condizione essenziale di un buon servizio postale, non ha smesso di dare il massimo incremento agli uffici ambulanti, nonostante che questo mezzo di transito sia alquanto dispendioso…"
Infatti, man mano che la costruzione delle linee proseguiva, venivano di pari passo attivati nuovi uffici ambulanti.
Questo breve studio analizzerà la nascita e lo sviluppo degli uffici ambulanti ferroviari dalle origini fino al 1900.
Se non indicato diversamente, tutte le immagini sono tratte dalla mia collezione.
Principali testi consultati:
- A. Cattani, Catalogo degli annullamenti italiani ambulanti ferroviari - lacuali - marittimi 1851 /1890, Ed. Elzeviro (2001);
- R. A. Dehn, F. Filanci, Uffici Postali Ambulanti d’Italia, in Notiziario ASIF nn. 121, 122 (1973);
- AA.VV. , Catalogo specializzato degli annullamenti degli Antichi Stati Italiani e del Regno d’Italia, Sassone Ed. (2002);
- C. Fedele, M. Gallenga, Per servizio di Nostro Signore. Strade, corrieri e poste dei papi dal Medioevo al 1870, Mucchi Ed. (1988);
- AA.VV. , Le strade ferrate del Granducato di Toscana, ASPOT (numero unico edito in occasione di TOSCANA 2003);
- L. Iannattoni, Il treno in Italia, Editalia (1975).