Lo Scambista postale.

Gli speciali di
Filatelia & Francobolli


ambulante ferroviario

Ambulanti postali




Scambista Marotta Stazione

Lo scambista postale aveva come mansione la consegna e la riconsegna degli effetti postali (dispacci, buste fuori sacco, pacchi ecc.) nelle stazioni ferroviarie o nelle località di sosta degli autoservizi, tra le linee che vi convergono.
Le modalità di scambio variano in ragione dell'importanza della stazione e della quantità di dispacci, anche per non provocare ritardi ai treni o ai mezzi.
Lo scambista è dotato di un un proprio bollo che rilascia assieme alla propria firma su documenti e registri atti a certificare le consegne ed il ritiro dei dispacci, raramente il predetto bollo si riscontra su corrispondenze, vista la specifica funzione.
Le dizioni di questi bolli sono abbastanza varie, abbinato al nome della località si possono infatti trovare: SCAMBIO - SCAMBISTA POSTALE - SCAMBISTA POSTE FERROVIA - SCAMBISTI/A FERROVIA (o STAZIONE) - POSTE SCAMBIO STAZIONE - UFFICIO SCAMBIO. Il loro uso è documentato dal 1926 al 1985, ma in maggioranza sono degli anni '50.
Non si conosce il motivo dell'uso di questi bolli particolari sulle normali corrispondenze, si suppone in occasione dello svuotamento delle cassette di impostazione, pochi minuti prima della partenza del treno oppure su lettere e cartoline consegnate direttamente in mano dello scambista da parte di utenti al corrente di questa possibilità di rapido inoltro.
Gli scambisti operavano prevalentemente nelle importanti stazioni dei capoluoghi di provincia (come Treviso, Asti, Brindisi, La Spezia, Rimini, Frosinone, Isernia), ovvero in città non capoluogo ma con importanti stazioni ferroviarie (come Mestre (VE), S.Benedetto del Tronto (AP), Conegliano (TV), Sulmona (AQ), Rovereto (TN)), ovvero in località minori ma sede di importanti nodi ferroviari o sede di stazione ferroviaria che era anche punto di arrivo di autoservizi (come le stazioni..di Marotta (PS), di Colleferro (RM), di Terontola (AR), di Roseto degli Abruzzi (TE), di Chiusi (SI), di Orte (VT), di Porto S.Giorgio (AP), di Treviglio (BG)).


[ Liberamente tratto da un articolo apparso su L'Annullo n° 108/1996 (vedi articolo originale su sito ANCAI). ]