La nascita delle bollatrici meccaniche italiane
La comparsa in Italia delle prime bollatrici meccaniche risale al 1901, a meno di un anno dalla salita al trono di Vittorio Emanuele III.
[ 1901 - Il primo annullo meccanico d'Italia: lo svolazzo V. E. III. ]
Per un curioso caso della storia postale italiana esse hanno assunto il ruolo di ricordare questo fatto appena avvenuto,infatti l'immagine riportata dal primo timbro meccanico italiano č proprio una bandiera, detta svolazzo,(vedi foto) con al suo interno le iniziali del nuovo sovrano ed un piccolo scudo crociato (lo scudo sabaudo).
Le macchine bollatrici che obliteravano la corrispondenza con questi annulli erano in grado di timbrare circa 250-300 pezzi al minuto.
Queste cifre paragonate ai numeri di quelle moderne fanno sorridere tuttavia per i tempi il risultato era considerato davvero significativo, soprattutto per via del fatto che consentiva un grande risparmio di tempo agli impiegati postali.
Queste prime affrancature meccaniche sono state utilizzate per alcuni anni ma soltanto in poche cittā, infatti quelle che le hanno avute in dotazione sono state solamente:
Genova: dal 1901 al 1908;
Napoli: dal 1901 al 1907 e nel 1912;
Roma: dal 1901 al 1906 e nel 1908;
Torino: dal 1902 al 1907.
Milano: dal 1902 al 1907.
Successivamente venne impiegata anche a BRESCIA nel 1907 e dal 1917 al 1918.
Tutte le targhette meccaniche italiane (sia svolazzi che rettangolari) sono state affiancate ad un timbro di tipo guller a doppio cerchio con data e ora.
Dal 1928 ai guller č stato aggiunto l'anno fascista (che inizia quindi dall'anno VI).
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